Canale di Panama: costruzione delle nuove chiuse e montaggio delle paratoie italiane

Canale di Panama: costruzione delle nuove chiuse e montaggio delle paratoie italiane

By Redazione

Il terzo set di chiuse del Canale di Panama ha affiancato al sistema esistente due nuovi complessi, Agua Clara sull’Atlantico e Cocolí sul Pacifico. La costruzione ha integrato camere in calcestruzzo, circuiti idraulici e sedici paratoie metalliche scorrevoli. Il contributo italiano ha riguardato sia il raggruppamento incaricato delle opere sia la produzione e l’installazione delle grandi carpenterie mobili.

Due complessi a tre salti

Le nuove chiuse consentono alle navi di superare il dislivello fra gli oceani e il lago Gatún attraverso tre camere successive per ciascun versante. Il sistema è entrato in esercizio, come conferma l’Autorità del Canale di Panama.

Il funzionamento si basa sulla variazione del livello dell’acqua nelle camere. Prima dell’apertura della porta fra due compartimenti, i livelli devono essere compatibili con la manovra prevista. La nave viene sollevata o abbassata insieme all’acqua, mentre valvole e condotti regolano i trasferimenti. La sequenza idraulica e quella meccanica appartengono quindi allo stesso ciclo operativo.

Le camere e le sedi delle porte

La descrizione tecnica del progetto identifica porte a scorrimento orizzontale, movimentate da argani elettrici. Il passaggio tra opere civili e carpenterie richiede una geometria compatibile delle sedi, delle guide e delle superfici di tenuta.

Dal punto di vista costruttivo, il getto delle strutture e l’installazione degli organi mobili non possono essere considerati attività indipendenti. Le tolleranze delle opere in calcestruzzo entrano nel montaggio degli elementi metallici; gli spostamenti previsti e le pressioni idrauliche entrano nella verifica dei collegamenti. L’unità funzionale è l’insieme camera–porta–circuito di riempimento.

La produzione delle sedici paratoie

Cimolai documenta la fabbricazione e l’installazione di sedici paratoie, otto per ciascun versante, comprese le strutture accessorie e i meccanismi di movimentazione. Il peso complessivo della fornitura è indicato in circa 55.000 tonnellate. Le unità maggiori raggiungono dimensioni massime di circa 60 × 10 × 33 metri e un peso di circa 4.300 tonnellate.

Questi valori massimi non descrivono tutte le porte come elementi identici. Per manufatti di tale scala, la costruzione comprende la compatibilità fra pannelli irrigiditi, diaframmi, collegamenti e dispositivi di manovra. Le deformazioni sotto pressione influenzano anche il contatto delle tenute: la resistenza della carpenteria e la funzionalità idraulica richiedono verifiche coordinate.

Il recupero dell’acqua fra un transito e il successivo

Ciascuna camera è associata a tre bacini laterali di recupero, per un totale di diciotto. L’Autorità del Canale indica il riutilizzo del 60% dell’acqua del ciclo di chiusata. Il dato riguarda il recupero interno al funzionamento delle nuove chiuse, non un aumento della disponibilità idrica del bacino.

I trasferimenti sfruttano i dislivelli fra camere e bacini. Una parte dell’acqua viene trattenuta e resa disponibile per una fase successiva, anziché essere scaricata direttamente a valle. La sequenza delle valvole determina portate e tempi; il comportamento della nave durante il riempimento richiede inoltre il controllo delle condizioni di moto dell’acqua.

Il ruolo delle imprese italiane

Il contraente GUPC ha riunito Sacyr, Salini Impregilo — oggi Webuild — Jan De Nul e CUSA. La fornitura Cimolai costituisce un contributo specialistico distinto dalla responsabilità del raggruppamento sulle opere complessive.

Il caso delle chiuse mostra il rapporto fra edilizia infrastrutturale e costruzione meccanica: una porta installata non coincide ancora con un sistema operativo. La funzionalità deriva dalla compatibilità fra strutture, movimentazione, tenute, valvole e sequenze di comando. È questo insieme, verificato nelle prove e nel successivo esercizio, a trasformare grandi manufatti separati in un attraversamento navigabile.

Fonti e documentazione

Webuild — terzo set di chiuse e porte scorrevoli; Cimolai — produzione e installazione delle paratoie; ACP — bacini di recupero e ciclo idraulico; ACP — entrata in esercizio del terzo set; Webuild — composizione del raggruppamento GUPC.

Fotografia di copertina: Una delle paratoie del nuovo Canale di Panama durante le lavorazioni. Fotografia della galleria ufficiale Cimolai. Fonte: archivio ufficiale dell’impresa.